Servire il tè: ecco i trucchi per prepararlo alla perfezione

Bere tè non è un'azione che si improvvisa: richiede calma, concentrazione e passione. Sì perché, senza dover arrivare alle regole del cerimoniale in uso nei Paesi Orientali o in Inghilterra, la sua preparazione è davvero importante per far sì che si riesca a gustare una tazza di tè degna di questo nome. Vediamo dunque quali sono i trucchi e i segreti per preparare un ottimo tè e servirlo, in qualche caso, ai nostri ospiti.

La scelta del tè: adeguata ai gusti e alle necessità dell'ospite

Per prima cosa occorre occuparsi della scelta del tè. Chiariamo subito che i veri intenditori non acquistano mai bustine pronte per l'infusione, ma sempre tè sfuso in foglie (in polvere solo nel caso di alcuni tè giapponesi come il Matcha). Il motivo è presto spiegato: il tè in bustine rappresenta l'ultimissima scelta delle foglie di Camellia Sinensis, che vengono mischiate e ridotte in polvere pressata. In tal modo si perde però gran parte dell'aroma e delle proprietà nutritive di questa bevanda. La qualità del tè scelto dipende da diversi fattori: ora della giornata, stato d'animo, preferenze nostre o degli ospiti. Per fare un esempio: al mattino sarebbe meglio consumare tè neri energetici, mentre per il tardo pomeriggio un tè verde o rosso (privo del tutto di caffeina) o un Oolong potrebbero rappresentare la scelta ideale. La quantità di tè, poi, di solito si aggira per 1 grammo ogni 100 ml di acqua, ma c'è chi ne usa di più. Ad ogni modo non bisognerebbe mai superare i 2,5 grammi per 100 ml.

L'acqua: basso residuo fisso e mai in piena ebollizione

L'altra protagonista nella preparazione di una buona tazza di tè è proprio l'acqua. Essa non deve essere calcarea, né troppo mineralizzata, poiché il suo sapore rischierebbe di "svalutare" e falsare quello delle foglie, rendendo il tè salmastro. Sarebbe buona norma preferire un'acqua con basso residuo fisso (oligominerale o minimamente mineralizzata), mentre le bicarbonato/calciche o magnesiache non sono da prendere neanche in considerazione. Una volta scelto il giusto tipo di acqua si dovrà prestare attenzione alla sua temperatura, visto che i tannini presenti nelle foglie di tè (che conferiscono quel tipico sapore amarognolo) cominciano ad essere rilasciati a partire dai 70 gradi. I tè delicati come quelli bianchi vanno perciò infusi ad una temperatura più bassa, mentre un tè nero può essere infuso anche a 90 gradi. L'importante è non adoperare mai acqua in piena ebollizione.

Le tazze, la teiera e i tempi di infusione: non lasciare niente al caso

A questo punto non resta che infondere il nostro tè nelle tazze. I veri appassionati scelgono di berlo o di infonderlo nel gaiwan, la tipica tazza cinese per la degustazione di questa bevanda, ma anche l'utilizzo della teiera è molto apprezzato e non toglie nulla alle qualità del tè. In commercio esistono delle teiere con il filtro incorporato, che nell'atto di versare il tè separano automaticamente le foglie infuse dall'acqua. Per quanto riguarda i tempi di infusione occorre infine ricordare che non tutti i tè sono uguali. I più delicati, come i bianchi o i verdi, hanno un tempo di infusione molto basso, dai tre ai cinque minuti, mentre per un tè nero o un Oolong si può arrivare fino ai 7/8 minuti. Una volta trascorso il tempo di infusione si versa finalmente in tazza e si beve. I puristi del tè non lo dolcificano, ma lo bevono in purezza. C'è però chi ammette (come gli inglesi) l'aggiunta di latte o limone o zucchero candito.

Tag: