Il tè nel mondo: un universo dalle mille sfaccettature

Da sempre la parola "tè" evoca immediatamente in tutti il pensiero di una bevanda calda e avvolgente, ma anche il profumo di terre lontane, oltre che il rito inglese del pomeriggio. In realtà il concetto di tè è diverso in ogni parte del mondo, differendo in maniera considerevole in Oriente rispetto all'Occidente, in cui è arrivato in tempi molto più recenti. Qual è allora il significato del tè nel mondo e come si dipana la sua storia nel corso dei secoli? Cerchiamo qui di darne un quadro globale e abbastanza esaustivo. 

La storia del tè: tutto cominciò in Cina in epoche lontanissime

Al di là delle numerose leggende che vengono attribuite al tè e alla sua scoperta come bevanda, il suo utilizzo sembra risalire già al 2737 a.C., in Cina. In questo Paese, infatti, il tè rappresenta un pezzo di storia e dell'identità culturale. Successivamente (si pensa a partire dalla dinastia Tang, tra il 618 e 907 d.C.) l'usanza di bere tè si propagò anche in Giappone, Corea, India e poi ancora in Medio Oriente. Bisognerà attendere il 1607 però perché il tè arrivasse in Occidente, quando il primo carico di tè, su una nave olandese venne trasportato verso il Portogallo e da lì poi il fiorire del commercio soprattutto grazie alla Compagnia delle Indie (la prima partita di tè che arriva a Londra viene datata 1610). Ad oggi i maggiori produttori di tè restano comunque Cina e India, seguiti da Giappone, Kenia, Sri Lanka ed Indonesia, mentre i più assidui Paesi importatori sono da individuare in Russia, Gran Bretagna e Stati Uniti.

Le varietà più apprezzate e i diversi usi del tè secondo le occasioni

Sono moltissime le varietà di tè presenti in commercio ed ogni Paese ha la sua, ognuna con una storia ed un utilizzo di occasione particolare. In Cina, ad esempio, il tè verde Longjing è uno dei più apprezzati, così come in Giappone il Matcha (riservato anche al cerimoniale) e in India il tè Assam o Darjeeling. Ma il tè, si sa, è legato anche a moltissime occasioni di utilizzo, in Oriente come in Occidente. Come non parlare, infatti, del significato che questa bevanda ha in Marocco, legato soprattutto all'ospitalità? Il tè, rigorosamente alla menta e molto zuccherato, viene servito dal capofamiglia di fronte ai suoi ospiti con due teiere e bicchieri molto alti e trasparenti. Rifiutare è sconsigliato perché si passa per maleducati. Interessante invece scoprire come, per resistere alle alte temperature dell'Himalaya, i tibetani preparino un tè nero molto forte con dentro sciolto del burro, del latte e del sale: una bevanda davvero energetica e corroborante. Il Paese con il più seguito rituale del tè ai confini tra Occidente e Medio Oriente è invece la Turchia. Protratto anche per ore, questo rituale viene compiuto con il caratteristico "Samovar", una sorta di teiera a due livelli. Gran Bretagna, India, Giappone e Cina sono comunque i Paesi più noti per il consumo di tè. Il tè all'inglese si beve non solo al pomeriggio (quando viene preferita la varietà Earl Grey), ma anche al mattino nella versione English Breakfast, o alla sera, con un High tea o Prince of Wales: in ogni caso gli inglesi sono forti bevitori di tè nero. In Giappone e in Cina, d'altro canto il tè preferito è quello verde e questa bevanda rappresenta una vera e propria necessità. Il rituale giapponese eseguito con la polvere di tè Matcha è uno degli spettacoli più belli a cui si possa assistere, mentre da annoverare è, infine, la tradizione cinese dei tè ai fiori, che si schiudono nelle teiere trasparenti e coniugano arte e tradizione.

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